Fiera dei Morti 2026: Catania paga l’occasione persa dell’ex Fiera della Plaia

Catania si trova nel pieno di un’autentica emergenza logistica e organizzativa a pochissimi giorni dall’inizio della storica Fiera dei Morti 2026, in programma dal 24 ottobre al 2 novembre. Quello che doveva essere il piano per rilanciare la manifestazione si è trasformato in un cortocircuito burocratico e urbanistico: nel giro di poche settimane sono tramontate tutte le opzioni principali, lasciando gli operatori commerciali sul piede di guerra e costringendo il sindaco Enrico Trantino a una corsa contro il tempo.

Sullo sfondo di questa emergenza si staglia il grande paradosso catanese: il perenne ritardo nella riqualificazione dell’ex Fiera della Plaia, un’area strategica che, se recuperata secondo i piani originari, avrebbe potuto evitare l’attuale paralisi e liberare definitivamente il centro storico dalle servitù dei grandi flussi di pubblico.

La macchina organizzativa del Comune è andata progressivamente in testacoda. In prima battuta, l’amministrazione aveva accantonato l’ipotesi iniziale del parcheggio del Palanesima, spingendo l’assessorato alle Attività Produttive a proporre come alternativa l’area di Librino, nei pressi della monumentale Porta delle Farfalle. L’obiettivo era chiaro: decongestionare i nodi critici della viabilità della zona nord-ovest.

Tuttavia, al momento di stringere i tempi, il sito di Librino è ufficialmente saltato. Sono emersi forti vincoli paesaggistici e pesanti incognite sull’impatto del traffico che avrebbero impedito lo svolgimento della fiera in condizioni di sicurezza.

Con gli ambulanti e gli espositori comprensibilmente sul piede di guerra a causa del pochissimo tempo rimasto, il sindaco Trantino ha dovuto incassare la dura protesta delle categorie e ha chiesto 24 ore di tempo per congelare lo stallo, analizzare i dossier e assumere una decisione definitiva.

Al momento, per sbloccare la situazione prima che sia troppo tardi, sul tavolo di Palazzo degli Elefanti restano due sole ipotesi, radicalmente diverse tra loro:

  1. L’area di San Giuseppe La Rena: Una soluzione prettamente logistica, situata nella zona industriale a ridosso dell’aeroporto, dotata di ampi spazi ma decentrata rispetto al cuore della città.
  2. La Villa Bellini: L’opzione d’urgenza nel pieno centro cittadino. Una scelta che garantirebbe massima accessibilità e affluenza, ma che rischia di paralizzare il traffico urbano e stressare ulteriormente lo storico giardino botanico.

L’attuale caos logistico riaccende inevitabilmente i riflettori sulla necessità improrogabile di recuperare l’area dell’ex Fiera della Plaia. Questo enorme perimetro fronte mare di circa 23.385 metri quadrati, situato in viale Kennedy, rappresenta la chiave di volta mancante per la gestione di tutti i grandi eventi della città.

L’area appartiene all’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale. Per strapparla a decenni di abbandono e degrado, l’ente portuale (titolare del bene) e il Comune di Catania hanno siglato uno specifico accordo quadro di collaborazione. La sinergia punta alla totale demolizione delle strutture fatiscenti per fare spazio a un grande hub pubblico polifunzionale.

Il cuore del progetto prevede la nascita di una moderna arena all’aperto attrezzata per spettacoli di rilievo nazionale e internazionale. Questa struttura non solo risolverebbe i problemi logistici della Fiera dei Morti, ma offrirebbe finalmente a Catania una sede idonea per la musica dal vivo, alleggerendo la pressione sui siti storici del centro come la Villa Bellini, finora sovrautilizzata per i palinsesti dei concerti estivi.

Il nodo critico resta però la tempistica. Secondo i cronoprogrammi stabiliti dalle istituzioni, l’opera di rigenerazione sarebbe dovuta essere pronta entro l’estate del 2026, proprio per consentire il trasferimento dei grandi concerti dalla Villa Bellini alla nuova arena sul mare. Ad oggi, purtroppo, i cantieri non hanno ancora avuto inizio.

La paralisi della Plaia costringe così Catania a vivere l’ennesima emergenza: finché quell’arena da 23mila metri quadrati rimarrà solo sulla carta, la città sarà condannata a inseguire soluzioni di ripiego dell’ultimo minuto, in bilico tra il caos del traffico e la rabbia dei commercianti.

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